“DirPolPen prende atto con un certo sconcerto dell’articolo apparso oggi su Il Fatto Quotidiano(“Sicurezza carceri, il piano FdI: guardie 007 infiltrate in cella”)”a dichiararlo è Daniela Caputo, segretario nazionale DirPolPen, associazione più rappresentativa dei dirigenti della Polizia penitenziaria.
“L’allarmismo secondo cui la Polizia Penitenziaria starebbe per diventare un corpo di “spie impenetrabili” è poco più di una favola estiva: l’infiltrazione sotto copertura è da decenni prassi consolidata per Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza, con risultati cruciali nella lotta a mafia e terrorismo.
Dipingerlo come un “Grande Fratello in divisa” significa confondere la cura con la malattia. Dove i ROS, la DIGOS o il GICO hanno agito in incognito, lo Stato ha arrestato boss latitanti, sventato autobombe, sequestrato tonnellate di droga. La stessa architettura investigativa – autorizzazioni della magistratura, tracciabilità degli atti, rendicontazione interna – varrà per il NIC della Polizia Penitenziaria: niente “licenze di uccidere”, solo licenze di proteggere i cittadini.
Basta col tiro al bersaglio sul Corpo!!
L’articolo non critica un decreto: usa la sicurezza penitenziaria come clava politica. Denigrare 40 mila donne e uomini che ogni giorno presidiano sezioni bollenti e spargere inquietudine nelle celle a luglio significa gettare fiammiferi in un pagliaio.
Il Corpo non è merce da talk‑show: la sua efficienza ricade direttamente sulla serenità dei detenuti, del personale in divisa e civile e di tutto il Paese.
Un titolo avventato può innescare tensioni, istigare alla disobbedienza, alimentare quel “tifo contro” che mina disciplina e ordine.
Chiediamo alla stampa di abbandonare la logica del click facile e di rispettare il principio cardine di ogni democrazia: informare senza deformare.
Il nuovo schema dipartimentale – con due Vice Capi, uno proveniente dalla dirigenza penitenziaria e uno dalla dirigenza di Polizia Penitenziaria – garantisce equità, trasparenza e continuità amministrativa, rafforzando la governance finché il Capo Dipartimento resterà figura esterna.
Nessuna “marcia su via Arenula” – argomenta la sindacalista – solo normale allineamento agli altri corpi di polizia”.
“Giù le mani dalle attività investigative, che sono trasparenti e tracciabili e dalla dignità di chi le conduce – conclude Caputo.
Alimentare un clima di sospetto verso le Forze dell’Ordine è come segare il ramo su cui siamo seduti tutti, cittadini, giornalisti inclusi.
Invitiamo quindi chiunque abbia a cuore l’interesse collettivo a spegnere i riflettori dell’allarmismo e ad accendere quelli, ben più utili, sulla verità dei fatti.”
