DirPolPen continua a distinguersi per un impegno costante e tangibile in ogni ambito che concerne la difesa della categoria, mantenendo una visione globale e coerente con il nostro ruolo e con le sfide che la società moderna ci presenta ogni giorno.
Di seguito uno spaccato dell’attività svolta nell’ultimo semestre del 2025.
La battaglia per l’indennità di comando e per l’indennità di trasferimento ha consentito di ottenere l’attenzione su istituti giuridici ed economici dei dirigenti in uniforme che fino ad oggi venivano semplicemente ignorati.
In particolare, continua con determinazione la nostra battaglia per il riconoscimento dell’indennità prevista dall’art. 13, co. 3, del d.P.R. 164/2002 anche al personale dirigente e direttivo della Polizia penitenziaria che esercita funzioni di comando “terrestre”.
Ad oggi, tale indennità è riconosciuta a tutte le Forze di polizia, esclusi solo le donne e gli uomini del nostro Corpo.
La legge 263/2004 ne ha già previsto l’estensione ai dirigenti, riconoscendo il valore delle responsabilità assunte nella guida di Uffici e Comandi strategici.
Chiediamo equità e dignità per i nostri colleghi: stessi doveri, stessi diritti.
Seguiranno aggiornamenti sulle iniziative in corso.
Non si tratta solo di una questione economica, ma di un vero e proprio riconoscimento per i dirigenti delle forze di polizia.
Finalmente, istituti giuridici ed economici che fino a oggi venivano ignorati sono sotto i riflettori, grazie all’impegno e alla determinazione che hanno portato a ottenere l’attenzione che meritiamo.
Un passo importante per il giusto riconoscimento del nostro ruolo, di uomini e donne che garantiscono la sicurezza del Paese ben oltre il loro ordinario impegno.
Ci si è battuti per l’attuazione della normativa che ha esteso gli incentivi per le funzioni tecniche anche ai dirigenti di polizia, essendo pienamente convinti che chi svolge incarichi di responsabilità debba essere adeguatamente valorizzato.
In un’ottica di maggiore rispetto per la dignità e la professionalità della Polizia penitenziaria , si è fortemente stigmatizzato il paradosso penitenziario delle “casette dell’amore”, salvaguardando la funzione vera del poliziotto penitenziario, che non è quella di fare da guardone istituzionale o buttafuori delle emozioni nella sicurezza moderna:
L’editoriale n. 18 – Casette dell’amore e poliziotti guardoni: cronaca di un paradosso penitenziario – Associazione Nazionale Funzionari e Dirigenti di Polizia Penitenziaria
L’Associazione prosegue con fermezza la sua azione per il ripristino della legalità in tema di trattamento di fine servizio, rivendicando il diritto al pagamento in un’unica soluzione e portando avanti ogni iniziativa, sia legale che istituzionale, per garantire il pieno riconoscimento dei diritti economici maturati.
Abbiamo incontrato nuovamente, prima della fine del loro percorso, gli allievi commissari, ai quali abbiamo portato fatti, non parole. La nascita delle divisioni infatti ha consentito di poter rispondere in maniera più diretta alle esigenze di un Corpo di polizia moderno: si poteva annoverare il master di I livello come un risultato fortemente voluto DirPolPen. L’incontro è stata un’opportunità unica per conoscere il ruolo dell’Associazione, approfondire tematiche professionali e confrontarsi sul futuro della categoria da parte dei nuovi colleghi.
Grazie ad incontri con vertici politici e amministrativi del Ministero della Giustizia, uno
dei successi più rilevanti ottenuti di recente da DirPolPen è la proroga dell’adeguamento economico per i dirigenti di Polizia fino al 2026, prevista dal decreto Milleproroghe in applicazione dell’art. 24 della legge n. 448/1998.
Si tratta di un riconoscimento tangibile del valore, della dedizione e delle responsabilità che i dirigenti del Corpo affrontano ogni giorno per la sicurezza del Paese dentro e fuori le mura!
Un risultato che incide concretamente sul piano retributivo, raggiunto grazie alla tenacia, alla competenza e all’impegno costante dell’Associazione nella difesa della categoria.
Dopo l’importante traguardo dell’adeguamento economico, la sfida più urgente è ora l’apertura del tavolo negoziale per il primo contratto accessorio dei dirigenti di Polizia.
Siamo riusciti ad ottenere la riapertura del tavolo, con due importanti appuntamenti presso la Funzione Pubblica, il 28 giugno e il 7 luglio 2025.
DirPolPen ha attivato un dialogo costante con il Ministero della Giustizia, chiedendo con forza la rimozione di ogni ostacolo che impedisse il riavvio delle trattative.
E anche su questo versante finalmente la legge approvata in prima lettura alla Camera ha tolto finalmente alcuni blocchi tecnici, legali e politici che finora hanno impedito di iniziare le trattative per il primo contratto dei dirigenti della Polizia.
Un ostacolo ancora molto grave riguarda la disparità di trattamento nell’esercizio dell’attività sindacale, nelle more della sigla del contratto!
Sul punto DirPolPen sta interloquendo con i vertici politici – amministrativi al fine di superare ogni disparità di trattamento, anche di dubbia costituzionalità che finora ha limitato fortemente la libertà sindacale dell’associazione più rappresentativa dei dirigenti del Corpo!!
https://www.dirpolpen.it/?mdocs-file=3409
Si tratta di un momento cruciale: con l’approvazione definitiva del decreto PA al Senato e con il superamento della disparità di trattamento nell’esercizio delle prerogative sindacali, non esistono più ostacoli per un tavolo negoziale atteso da anni, indispensabile per definire il quadro giuridico e accessorio di una categoria che assume sulle proprie spalle compiti operativi, gestionali e istituzionali legati alla gestione dell’esecuzione penale e della sicurezza pubblica.
Questo contratto è molto più di una questione economica: è lo strumento chiave per valorizzare realmente il ruolo dirigenziale all’interno dell’amministrazione che fino ad oggi non ammetteva una dirigenza di Polizia.
Il contratto è lo strumento per:
* dare riconoscimento chiaro e trasparente alle funzioni dirigenziali del Corpo;
* introdurre indennità specifiche legate alle responsabilità operative, specie nei contesti estremamente complessi come quelli infra murari;
* eliminare disallineamenti e ingiustizie economiche sul piano accessorio;
* affermare pienamente la dignità contrattuale dei dirigenti nel Comparto Sicurezza e Difesa.
Per l’Associazione, questo passaggio è strategico: non solo per tutelare i diritti, ma per costruire un Corpo di polizia più moderno ed efficiente al servizio del Paese.
Infine, abbiamo dato il nostro contributo per la redazione del nuovo regolamento di servizio. Il decreto legislativo n. 172 del 2019, in attuazione del riordino delle carriere del personale delle forze di polizia, ha previsto la necessità di aggiornare il Regolamento di servizio del Corpo di Polizia Penitenziaria, attualmente disciplinato dal D.P.R. n. 82 del 15 febbraio 1999, non più adeguato all’attuale assetto organizzativo e professionale del Corpo.
La necessità di un nuovo Regolamento risponde a un’esigenza concreta e non più rinviabile: quella di riconoscere pienamente i ruoli apicali del Corpo, finora privi di un’adeguata autonomia gestionale e decisionale.
L’articolo 35 del D. Lgs. n. 179 del 27 dicembre 2019 impone l’adeguamento del Regolamento di servizio in coerenza con il rafforzamento del ruolo dei dirigenti del Corpo, chiamati a dirigere strutture trasversali dell’Amministrazione penitenziaria (le Divisioni), in relazione alla complessità dei compiti istituzionali assegnati.
Il nuovo Regolamento avrà il merito di armonizzare disposizioni di diversa natura e livello, intervenute nel tempo in maniera disorganica, restituendo coerenza, chiarezza e uniformità all’azione amministrativa.
Abbiamo sinceramente apprezzato il lavoro svolto dal gruppo tecnico istituito con Provvedimento del Capo del Dipartimento in data 19 marzo 2024. Un lavoro qualificato, frutto dell’esperienza concreta di professionisti del settore.
DirPolPen rappresenta non solo un solido riferimento tecnico e giuridico, ma anche un autorevole attore politico-istituzionale. Ogni azione intrapresa – dalla salvaguardia delle tutele normative alla partecipazione alla contrattazione – si inserisce in una visione più ampia, orientata a valorizzare il ruolo della dirigenza del Corpo e a riaffermarne la centralità all’interno dell’Amministrazione penitenziaria.
